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L’amministratore non fornisce l’elenco dei morosi: cosa rischia e come agire

  • Immagine del redattore: Studio Legale Romeo
    Studio Legale Romeo
  • 2 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
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Introduzione: quando il creditore si trova davanti a un muro

Può accadere che un’impresa edile, una ditta di pulizie o il fornitore del combustibile per il riscaldamento abbia svolto regolarmente la propria prestazione, abbia emesso fattura e ottenuto un decreto ingiuntivo contro il condominio, ma non riesca comunque a riscuotere il proprio credito.


La legge tutela i condòmini in regola con i pagamenti attraverso il beneficio di preventiva escussione previsto dall’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile, che impone al creditore di rivolgersi in primo luogo ai condòmini morosi.

Per farlo, tuttavia, il creditore ha bisogno di conoscere i loro nominativi. L’unico soggetto che possiede gli elenchi aggiornati è l’amministratore. Sorge quindi una domanda cruciale: cosa accade se l’amministratore non fornisce l’elenco dei morosi?


Un obbligo di legge, non una scelta discrezionale

L’articolo 63 disp. att. c.c. stabilisce in modo inequivocabile che:

«L’amministratore è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condòmini morosi.»


La norma non lascia margini interpretativi. L’amministratore ha l’obbligo giuridico di consegnare tali informazioni e non può sottrarsi, poiché impedirebbe al creditore di esercitare un diritto previsto dalla legge.

Si tratta di un adempimento funzionale alla tutela sia del creditore sia dei condòmini in regola con i pagamenti, che non devono essere esposti a responsabilità altrui.


Privacy e dati personali: un falso problema

Molti amministratori giustificano il rifiuto invocando la normativa privacy.

Tale posizione non è corretta. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha chiarito che la comunicazione dei nominativi dei condòmini morosi al creditore è lecita, poiché finalizzata alla tutela di un diritto in sede giudiziaria.


Il trattamento è dunque autorizzato dalla legge e non può essere ostacolato con un generico richiamo al GDPR.


Cosa può fare il creditore se l’amministratore non collabora

Quando l’amministratore ignora la richiesta o la rifiuta senza giustificazione, il creditore dispone di diversi strumenti per ottenere i dati necessari al recupero del credito.


1. Ricorso d’urgenza ex articolo 700 c.p.c.

Il creditore può rivolgersi immediatamente al Tribunale mediante ricorso cautelare.

Il giudice può ordinare all’amministratore la consegna dell’elenco dei morosi entro pochi giorni, scegliendo il rimedio più rapido per evitare che il credito diventi irrecuperabile.

In molti casi il provvedimento si accompagna alla condanna dell’amministratore o del condominio alle spese legali.


2. Azione risarcitoria per responsabilità dell’amministratore

L’amministratore che omette o ritarda la comunicazione dell’elenco dei morosi può essere chiamato a rispondere del danno cagionato.

Se, a causa della sua inerzia, il creditore non riesce più a recuperare il debito perché il condòmino moroso nel frattempo è diventato insolvente o ha alienato il bene, l’amministratore può essere citato personalmente per responsabilità professionale.


Perché i condòmini dovrebbero essere i primi a preoccuparsi

Il comportamento dell’amministratore non danneggia soltanto il creditore.

Il rifiuto di fornire l’elenco dei morosi costituisce una grave irregolarità nella gestione condominiale, idonea a legittimare la revoca giudiziale dell’amministratore su richiesta anche di un solo condòmino.


Le ragioni sono evidenti. L’amministratore:

  • viola un preciso obbligo di legge

  • espone il condominio a spese legali evitabili

  • ritarda il recupero del credito

  • mette a rischio i condòmini virtuosi, che potrebbero essere coinvolti nella fase successiva della riscossione

Un amministratore che non adempie correttamente ai propri obblighi non tutela l’interesse collettivo del condominio.


Conclusioni: l’inerzia non è una soluzione

La comunicazione dei nominativi dei condòmini morosi è un passaggio essenziale per consentire al creditore di recuperare le somme dovute.

Un amministratore che ostacola questo processo viola un obbligo di legge e rischia conseguenze gravi, sia sotto il profilo civile sia in relazione al proprio incarico.


Per i condòmini in regola con i pagamenti, è fondamentale vigilare sulla correttezza della gestione e intervenire quando l’amministratore adotta condotte che possano compromettere la posizione del condominio.


Lo Studio Legale Romeo Roma offre assistenza tanto ai creditori quanto ai condòmini che desiderano tutelarsi da irregolarità gestionali e ottenere un recupero del credito rapido ed efficace.

 
 
 

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