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Infortunio sul lavoro: perché l’INAIL non basta e quando il datore di lavoro deve risarcire

  • Immagine del redattore: Studio Legale Romeo
    Studio Legale Romeo
  • 2 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min
Un lavoratore a terra che siete una gamba dopo un infortunio

Quando si verifica un infortunio sul lavoro, molti datori di lavoro pensano che l’intervento dell’INAIL sia sufficiente a chiudere la questione. In realtà non è sempre così.

L’INAIL garantisce una tutela importante per il lavoratore, ma non rappresenta uno scudo totale per l’azienda. Se l’infortunio è collegato a carenze nella sicurezza o a responsabilità organizzative, il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere sia civilmente sia penalmente.

Comprendere questi aspetti è fondamentale per prevenire contenziosi e proteggere l’azienda da richieste di risarcimento molto elevate.


Il Ruolo dell’INAIL: Indennizzo ma Non Risarcimento Completo

Quando un lavoratore subisce un infortunio in occasione di lavoro, l’INAIL interviene con un indennizzo che copre:

  • il danno biologico (lesione all’integrità psicofisica);

  • il danno patrimoniale (perdita di capacità lavorativa e retribuzione).


Questo intervento ha anche una funzione di tutela per il datore di lavoro, che viene esonerato dalla responsabilità civile per le somme già riconosciute dall’Istituto.


Tuttavia, questo esonero non è assoluto.

Se l’infortunio è avvenuto a causa della violazione delle norme di sicurezza o per la mancata adozione delle misure necessarie a tutelare il lavoratore, il datore di lavoro può essere chiamato a risarcire ulteriori danni.


Il Danno Differenziale: Il Rischio Economico Più Alto

Il cosiddetto danno differenziale rappresenta la differenza tra:

  • quanto riconosciuto dall’INAIL;

  • quanto spetterebbe al lavoratore secondo le regole del risarcimento civile.


In molti casi questa differenza può essere significativa.

L’INAIL utilizza infatti criteri standardizzati per il calcolo degli indennizzi, mentre il giudice civile applica parametri più ampi che includono anche:

  • danno morale;

  • danno esistenziale;

  • perdita di qualità della vita;

  • maggiori conseguenze personali dell’infortunio.


Se il lavoratore dimostra che l’infortunio è stato causato da responsabilità del datore di lavoro, può richiedere all’azienda il pagamento di queste ulteriori somme.

È proprio questa possibilità che rende molti infortuni sul lavoro oggetto di cause civili anche dopo l’intervento dell’INAIL.


Quando il Datore di Lavoro è Responsabile

La responsabilità del datore di lavoro si basa sul principio previsto dall’articolo 2087 del Codice Civile.

Il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Non basta rispettare formalmente le norme: è necessario dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire il rischio.


Tra le situazioni più frequenti che possono portare a responsabilità troviamo:

  • mancata valutazione dei rischi;

  • formazione insufficiente dei lavoratori;

  • carenza di dispositivi di protezione;

  • mancata vigilanza sulle procedure di sicurezza;

  • organizzazione del lavoro inadeguata.


La Responsabilità Penale

Nei casi più gravi, l’infortunio sul lavoro può avere anche conseguenze penali.

Quando si verificano lesioni gravi o la morte del lavoratore, viene avviata un’indagine da parte della Procura.


Il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere personalmente per violazione delle norme di sicurezza previste dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro.

La responsabilità penale può coinvolgere anche:

  • dirigenti;

  • preposti;

  • responsabili della sicurezza.

Un procedimento penale, inoltre, rafforza spesso la posizione del lavoratore nella successiva causa civile per il risarcimento del danno.


Come Ridurre il Rischio di Contenzioso

La migliore difesa per l’azienda è la prevenzione. Due aspetti sono particolarmente importanti.


Documento di Valutazione dei Rischi aggiornato

Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere concreto e aggiornato.

Non deve essere un semplice adempimento formale, ma uno strumento operativo che identifichi tutti i rischi presenti in azienda.


Formazione e addestramento documentati

La formazione dei lavoratori deve essere reale e verificabile.

Non basta consegnare i dispositivi di protezione: è necessario dimostrare che i dipendenti sono stati istruiti sul loro utilizzo e sulle procedure di sicurezza.

La documentazione di queste attività è fondamentale in caso di contenzioso.


Perché è Importante una Consulenza Legale Preventiva

Molti problemi nascono perché le aziende sottovalutano le conseguenze di un infortunio sul lavoro.

Una consulenza legale preventiva permette di:

  • verificare il rispetto delle norme di sicurezza;

  • ridurre il rischio di responsabilità;

  • prevenire vertenze costose;

  • preparare una difesa efficace in caso di incidente.


Un infortunio non si conclude con l’intervento dell’INAIL. Spesso è proprio dopo la fase iniziale che iniziano le questioni più complesse.

Affrontarle con il giusto supporto legale può fare la differenza.


 
 
 
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